Diversita generazionaleL’attività di formazione e di Executive e Business Coaching per gestire le diversità generazionali dei collaboratori? “Strumenti per essere un Leader o un Capo 3.0 che sa gestire diversità generazionali”

Diventare consapevole delle diversità generazionali esistenti nei collaboratori, grazie alla formazione mirata e al coaching, può far ottenere molti miglioramenti a un leader aziendale o a un manager.

Fra i miglioramenti che i Gestori di risorse possono ottenere, abbiamo anche:

  • diventare più efficaci nella gestione e conduzione di risorse;
  • ridurre la conflittualità;
  • aumentare il seguito che si ottiene;
  • migliorare le performance dei collaboratori, siano esse individuali o di gruppo;
  • raggiungere più risultati.

In altre parole formazione e coaching “ben fatte” sulle diversità generazionali sono sicuramente degli strumenti indubbiamente utili per diventare un leader o un manager 3.0.

Ma come può essere d’aiuto fare una formazione o un percorso di coaching sulla comprensione e utilizzo delle diversità generazionali in azienda? Semplicemente aiutando a: fare migliori scelte; agire con più consapevolezze; attivare modalità di gestione più profittevoli e premianti.

Oggi convivono in azienda diverse generazioni, con tutta la complessità gestionale, e non solo, che ciò crea.

Proprio per via della presenza delle diversità generazionali gli stili di gestione del ruolo gerarchico, le modalità di cooperazione e convivenza sono, negli anni, completamente cambiate, tanto da richiedere oggi ai leader e ai manager uno stile di gestione da “capo 3.0”.

Di fronte alle diversità generazionali per risultare efficaci oggi bisogna …

diversita generazionale 2Se fino a ieri per essere adeguati in un ruolo gerarchico erano sufficienti alcune competenze indispensabili o “abilitanti”, oggi per risultare efficaci bisogna anche:

  • saper capire e utilizzare le differenze esistenti fra persone demograficamente diverse;
  • cogliere i “segnali silenziosi e deboli”, spesso sottaciuti o nascosti, che i collaboratori appartenenti alle diverse generazioni esprimono nei contesti gerarchici in cui si trovano;
  • ascoltare e comprendere le attese e richieste spesso implicite che gli appartenenti ad una generazione pongono a un superiore gerarchico;
  • governare produttivamente le differenze e gli effetti che innesca l’appartenenza  a differenti generazioni  e culture che convivono in azienda.

Individuare e capire le differenze esistenti fra le persone che sono di generazioni diverse è diventato ormai una necessità ineludibile e indispensabile per un gestore.

Infatti chi assume il ruolo di capo o chi ha la responsabilità di un team, di un progetto significativo o di determinati risultati aziendali, difficilmente risulta efficace se non sviluppa specifiche competenze sulle diversità generazionali.

Pertanto un leader o un superiore gerarchico che vuole essere incisivo e adatto ai tempi deve necessariamente possedere delle capacità in più rispetto alla omologa figura che agiva in passato. Divenendo capace di utilizzare le chiavi giuste con le persone “diverse” che ha intorno e da cui dipendono i risultati che ottiene.

Proprio per questo una determinata attività formativa o un percorso di executive o business coaching mirato a far diventare un responsabile un “Capo 3.0” può essere prezioso oltre che indispensabile per:

  • acquisire il “mind-set giusto”;
  • evitare i vari errori che possono essere anche devastanti sulle relazioni e sulle performance;
  • costruire il clima produttivo e relazionale idoneo al successo che qualsiasi capo dovrebbe ottenere soprattutto dovendo necessariamente gestire complessità e diversità generazionali.

Per cosa vengono chiesti interventi di formazione, di Executive o di Business Coaching inerenti alle diversità generazionali?

Diversita generazionaliPer ottenere migliori risultati gestionali o organizzativi sempre di più viene chiesto un aiuto tramite interventi di formazione, di Executive o di Business Coaching su:

  • cogliere e interpretare correttamente le aspettative e bisogni che i collaboratori appartenenti a classi demografiche diverse hanno;
  • saper sperimentare direttamente come comprendere e gestire con più successo le più importanti differenze generazionali esistenti;
  • ottenere una migliore cooperazione e condivisione di obiettivi;
  • realizzare veritieri miglioramenti di clima, impegno e motivazioni finalizzati a ottenere performance e risultati di rilievo da parte dei collaboratori.

Le diverse generazioni che operano oggi in azienda

Quali sono le generazioni che coesistono oggi in azienda? Sono solitamente almeno 3 se non 4 (Boomers, Generazione X, Y e Z) mentre in qualche più rara ed episodica situazione sono  5, includendo appartenenti alla generazione che è ormai assai agé dei tradizionalisti.

Le generazioni che possiamo quindi trovare in azienda sono quelle dei cosiddetti: 

  • Tradizionalisti o Veterani, che sono nati prima del 1944;
  • Boomers (anche detti figli del baby boom o Baby Boomer) che sono nati tra il 1944 e il 1960;
  • Generazione X che sono nati tra il 1961 e il 1980;
  • Generazione Y,  (più nota come Millennials Generation) che sono nati atra il 1981 e il 1986 (alcune fonti collocano invece questa generazione tra il 1981 e il 2000);
  • Generazione Z (nota anche come post-millennials o Centennials Generation) i cui appartenenti sono nati dopo il 1997.

Cosa troviamo nelle aziende in cui coesistono le diversità generazionali?

differenze generazionaliNelle aziende in cui coesistono almeno 3 generazioni diverse, solo per citare un sintetico esempio, solitamente troviamo:

  • una generazione più “datata” che è priva o ha comunque delle limitate competenze tecnologiche, digitali e comunicative;
  • persone che cercano di compensare le carenze digitali e comunicative con una maggiore etica del lavoro;
  • una collettività generazionale che oltre all’età in comune ha anche una forte propensione a fare sacrifici e a trattare la professione come il proprio interesse numero uno.
  • un insieme di occupati che attribuiscono grande importanza al ruolo, all’anzianità aziendale e alle esperienze fatte e possedute.

Oltre a quanto sopra riportato troviamo anche un ulteriore gruppo di persone generazionalmente inteteressanti: gli appartenenti alla cosiddetta Generazione Y, o “Millennials”.

Questi ultimi, soprattutto se sono nelle fasce più giovani e tipiche dei cosiddetti “nativi digitali”, posseggono una: 

  • grande velocità nell’apprendere informazioni;
  • netta propensione ad apprendere significative competenze digitali e informatiche “di pronto utilizzo:
  • precisa capacità di trasportare con immediatezza e facilità i propri apprendimenti e propensioni tecnologiche;
  • abitudine ad adoperare vari device e una o più piattaforme di social media;
  • consuetudine ad essere costantemente inondati da informazioni e nuovi stimoli;
  • scarsa disposizione ad accettare quei compromessi che per i loro genitori o predecessori erano una sorta di normalità, quali la rinuncia al tempo libero, il sacrificare degli ambiti di benessere personale ….. e molto altro ancora.

Su che cosa vi sono diversità generazionali in azienda?

Quali sono i principali elementi che facilmente possono creare insofferenze o rifiuti e che possono rendere difficili sia l’applicazione di una leadership efficace, sia la vita di capi e collaboratori che si muovono oggi in questo scenario complesso?

Questi elementi, visibili anche in modo evidente se li osserviamo con attenzione, sono caratteristicamente formati da:

  • Linguaggi diversi;
  • convinzioni su cosa sia giusto e opportuno o su cosa sia inadatto e sbagliato;
  • pregiudizi e limitato orientamento a capire e accettare le differenze esistenti;
  • bisogni relazionali e modalità comunicative specifiche (e di solito ben differenti da quelle dei capi che appartengono a generazioni diverse).

 A seguito di ciò con maggiore frequenza le singole persone e le aziende chiedono oggi di attuare dei percorsi di formazione o di executive o di business coaching per capire e gestire meglio la complessità derivante dalle diverse coesistenze generazionali. 

E quindi chiedono supporto proprio per:

  • capire le caratteristiche di coloro che appartengono a classi demografiche diverse;
  • interpretare e leggere correttamente i bisogni di quei “diversi” che affollano la propri azienda e i propri team;
  • utilizzare correttamente e con successo quelle diversità generazionali che rischiano di innescare scontentezze, desideri di abbandono o di cambiamento, carenze di risultati e conflitti fra persone e ruoli.

Quali sono le principali difficoltà da superare per creare attività formative, di executive o di business coaching di successo?

Le grandi difficoltà che vi sono nel realizzare corsi di formatizione e percorsi di executive o di business coaching finalizzate a superare le difficoltà e creare “adeguamento gestionale delle generazioni diverse”, sono soprattutto inerenti a:

  1. persuadere e aiutare leader e capi a lasciar andare i giudizi negativi errati e controproducenti che hanno sugli appartenenti alle altre generazioni;
  2. far superare le letture parziali o distorte delle intenzioni e delle realtà esistenti; 
  3. guidare verso vissuti emozionali più utili e positivi all’influenzare, governare e modificare le complessità esistenti (invece di subirle);
  4. orientare a utilizzare con produttivo successo le differenze di capacità e di “stili” esistenti;

in modo da trasformare le diversità in ricchezze e opportunità utilizzabili.

 Comprendere quindi le aspettative, necessità e bisogni psicologici che agiscono nelle relazioni gerarchiche che hanno coloro che appartengono a generazioni diverse, è quindi la sfida attuale.

Sfida che può anche essere difficile o impegnativa in determinati momenti, ma che va sempre vinta ……. essendo la riuscita così piena di grandi soddisfazioni e premi. 

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Armando Pintus  Psicologo + Coach + Formatore

Presidente di CSR Formazione e Coaching – Milano

Nella mia professione utilizzo vari metodi e tecniche di formazione e coaching che sviluppano capacità e risultati personali, emozionali e di relazione.

  • Da 30 anni affianco e aiuto persone, professionisti e imprenditori che vogliono avere benessere, risultati e successi.
  • Come Psicologo Coach e Formatore ho lavorato anche con dirigenti e quadri delle più importanti aziende italiane, fra cui: TIM-Telecom, BPM, ENI, Intesa San Paolo, Sandvik, Trenitalia, Poste Italiane, Microsoft; Axa.
  • Ho iniziato a operare come formatore e come “coach” negli anni 90 quando questo termine in Italia ancora non veniva utilizzato.
  • lavoro anche “a distanza”, facendo sessioni online con chi si trova lontano da Milano.
  • Utilizzo anche in azienda varie tecniche di Coaching e Mental Coaching Sportivo e di Psicologia dello Sport per il miglioramento di prestazioni e risultati, con cui seguo alcuni atleti, e collaboro con il CONI.

Sono Accredited Coach Member della Società internazionale “The International Society for Coaching Psychology (ISCP)” e sono Coach certificato dalla “International Associaton of Neuro Linguistic Programming“. Dal 1991 sono Presidente di CSR Formazione e Coaching.

Se vuoi migliorare il tuo benessere e risultati contattami direttamente via mail  a.pintus@coachingmilano.com o al n.02-7611.3338 o 335-482122.

Sarò lieto di aiutarti personalmente.

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Dr. Armando Pintus - Psicologo - Coach -

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