Golf Mental Coaching: come Carlotta Locatelli ha imparato a vincere anche con la mente

Questa intervista di Golf Mental Coaching, parla di come Carlotta Locatelli, giovane golfista della nazionale svizzera, ha imparato a vincere anche con la mente. Arrivando ad avere meno pressione nelle gare, più fiducia e una nuova capacità di affrontare ogni colpo.

I risultati sportivi di prestigio

Ma chi è Carlotta? Essa è una giovane talentuosa golfista under 25 che si è classificata al secondo posto dell’European Amateur Order of Merit femminile ottenendo quindi il secondo posto nel ranking amatoriale femminile dell’European Golf Association, Essa, inoltre, vincendo lo Swiss International Women’s Amateur di Losone, e terminando al secondo posto all’English Women’s Open Stroke Play, con i suoi risultati, si è assicurata un invito per il LET Access Series. Ricevendo così un chiaro riconoscimento delle sue qualità agonistiche e sportive.

In questa video-intervista

Carlotta Locatelli, golfista della nazionale svizzera, intervistata da me, Dr. Armando Pintus, Psicologo del Golf e Golf Mental Coach, racconta i miglioramenti psicologici e sportivi ottenuti durante il suo percorso di coaching e preparazione mentale.

Nel riportare questa video-intervista ho scelto di non limitarmi a riportare quanto da lei detto ma di trasformarla in una testimonianza concreta di come il Golf Mental Coaching possa contribuire a migliorare le prestazioni, aumentare la fiducia in sé stessi e giocare con maggiore serenità.

Un suggerimento: ascolta direttamente la testimonianza di Carlotta leggendo poi il testo dell’articolo per approfondirne gli insegnamenti.

Nel golf la tecnica è fondamentale, ma la mente può fare la differenza

Quanto conta la preparazione psicologica per vincere a golf? E quanto possono influire sulle tue prestazioni sportive la paura di sbagliare, la preoccupazione per lo score, la difficoltà di accettare un brutto colpo o la mancanza di fiducia in te stesso?

Sono domande che riguardano moltissimi golfisti, sia dilettanti sia professionisti.

Per rispondere voglio raccontarti l’esperienza di Carlotta Locatelli, giovane e promettente golfista della nazionale svizzera, che seguo personalmente come Psicologo del Golf e Golf Mental Coach.

Carlotta ha recentemente conquistato, come raccontiamo nell’intervista, una prestigiosa vittoria agli Internazionali di Svizzera. Un risultato che rappresenta una bella soddisfazione e che offre l’opportunità di riflettere sull’importanza della preparazione mentale.

Nell’intervista che le ho fatto, Carlotta racconta con spontaneità i cambiamenti che ha sperimentato durante il nostro percorso di Mental Coaching e Psicologia del Golf.

E dalle sue parole emerge un messaggio particolarmente interessante: per migliorare il proprio golf non basta perfezionare lo swing, il gioco lungo, gli approcci o il putting. Occorre anche imparare a utilizzare al meglio le proprie risorse psicologiche.

Imparare a giocare un colpo alla volta, senza essere prigionieri dello score

Uno degli aspetti più importanti sui quali abbiamo lavorato è stato sullo sviluppare la capacità in Carlotta di concentrare l’attenzione sul colpo da eseguire “staccandosi” sul risultato che desiderava ottenere a fine gara.

Come spiega lei stessa nell’intervista:

«Ora sono capace di giocare più colpo per colpo senza pensare al colpo precedente e sviluppare più fiducia in me stessa, sia nel golf sia anche nella vita di tutti i giorni».

Questa è una conquista psicologica importante.

Quando giochi a golf, infatti, potresti essere continuamente preoccupato per il tuo score, per la posizione in classifica, per il tuo handicap oppure per il timore di compromettere una buona gara.

Il problema nasce quando la preoccupazione per il risultato sottrae attenzione e interferisce sulla qualità del colpo che devi eseguire.

Lavorare sulla concentrazione, infatti, significa imparare a riportare la mente al presente e a ciò che puoi effettivamente controllare: la scelta del bastone, l’obiettivo, la preparazione del colpo e la sua esecuzione eliminando le pressioni e le interferenze che ostacolano il fare buoni colpi.

Evitando quindi che il pensare al risultato diventi una fonte di tensione, preoccupazione e pressione.

Accettare il colpo sbagliato senza perdere fiducia in sé stessi

Un altro importante miglioramento raccontato da Carlotta riguarda la gestione dell’errore.

«Per me è più facile accettare il colpo sbagliato e so che nelle mie partite di golf avrò colpi sbagliati e che l’importante è passare oltre e focalizzarsi sul colpo successivo».

Quante volte ti è successo di giocare male una buca e continuare a ripensarci anche nelle successive?

Magari ti arrabbi con te stesso, perdi tranquillità, cominci a dubitare delle tue capacità e finisci per commettere altri errori.

È un meccanismo psicologico che può trasformare un singolo colpo sbagliato in una sequenza di colpi peggiori.

Nel lavoro di Golf Mental Coaching è quindi particolarmente importante imparare ad accettare l’errore senza trasformarlo in un giudizio negativo sulle proprie capacità.

Accettare un colpo sbagliato significa infatti riconoscere ciò che è accaduto, recuperare il proprio equilibrio emotivo e tornare a giocare con lucidità.

Più fiducia e meno pressione: i miglioramenti nel gioco lungo e nel putting

Durante l’intervista Carlotta racconta anche di essere molto soddisfatta dei miglioramenti ottenuti nel gioco lungo, oggi più preciso ed efficace.

Questo aspetto, come lei stessa sottolinea, le permette di affrontare con minore pressione anche il gioco corto, perché può contare su un maggior numero di opportunità favorevoli.

Un altro elemento positivo riguarda la diminuzione del numero di putt fatti nelle sue ultime gare.

Naturalmente, i progressi tecnici dipendono anche dall’allenamento e dal lavoro svolto con i maestri di golf. La preparazione psicologica può però favorire condizioni mentali ed emotive più funzionali all’esecuzione del gesto sportivo.

Quando hai maggiore fiducia in te stesso, riesci a controllare meglio l’attenzione e affronti gli errori con minore frustrazione, puoi utilizzare con più continuità e successo le capacità tecniche che possiedi.

Non si tratta soltanto di giocare meglio, ma anche di affrontare la gara con maggiore piacere, bilanciamento emotivo e serenità.

Cosa può insegnarti l’esperienza di Carlotta?

La testimonianza di Carlotta è particolarmente interessante perché riguarda anche chi desidera semplicemente abbassare il proprio handicap, vincere più gare di circolo e ritrovare il piacere di giocare senza essere condizionato dall’ansia del risultato.

Se vuoi migliorare il tuo golf, prova a chiederti: quanto tempo dedichi alla preparazione tecnica e quanto invece all’allenamento delle tue capacità psicologiche?

Riesci a mantenere la concentrazione dopo un brutto colpo? Sai gestire la rabbia quando sbagli un putt “facile”? Riesci a giocare senza farti condizionare dallo score o dal pubblico che assiste ai tuoi colpi?? Ti fidi davvero delle tue capacità quando devi affrontare un colpo impegnativo? E cosa fai quando sei in dubbio su quale mazza usare o su come effettuare un tiro?

La psicologia dello sport offre strumenti utili per lavorare su questi e altri aspetti. Una revisione sistematica sull’apprendimento motorio nel golf ha esaminato, ad esempio, anche il ruolo dell’attenzione nell’apprendimento e nella prestazione. Inoltre, una ricerca sulle routine pre-esecuzione ha rilevato effetti positivi di queste strategie sulle prestazioni sportive, anche in condizioni di pressione.

Come racconto anche nel mio articolo dedicato al Mental Coaching nel Golf e al miglioramento del putting, allenare la mente può rappresentare una componente importante del percorso di crescita di un golfista.

Il consiglio di Carlotta: non allenare soltanto la tecnica, allena anche la mente!

Alla fine dell’intervista ho chiesto a Carlotta quale consiglio darebbe ai golfisti, dilettanti o professionisti, che desiderano migliorare le loro prestazioni.

La sua risposta è stata semplice e significativa:

«L’aspetto tecnico è importante, ma l’aspetto psicologico gioca una parte importante e, anche se si ha una buona tecnica, ciò non basta per riuscire. Dunque direi bisogna lavorare anche sulla parte psicologica».

È un messaggio nel quale mi riconosco pienamente come psicologo e mental coach.

L’obiettivo del Golf Mental Coaching non è, infatti, quello di sostituire l’allenamento tecnico, ma di aiutarti a mettere realmente a frutto le tue capacità, riducendo gli ostacoli psicologici e le emozioni che interferiscono sulla tua precisione e limitano il tuo gioco.

La crescita di Carlotta continua, così come il nostro lavoro insieme. La sua testimonianza ci ricorda, comunque, che migliorare nel golf significa anche imparare a conoscersi, gestire le emozioni, superare gli errori e credere maggiormente nelle proprie possibilità.

Perché il golf si gioca con i ferri, le mazze e i bastoni, ma anche con la mente!

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(N.B.: l’articolo originale è riprodotto integralmente dal sito www.psicologomilano.tv)